DHL automazione e digitalizzazione

Il colosso della logistica DHL vede con grande favore l’automazione e la digitalizzazione interne.

Il CEO Oscar De Bok ha spiegato in un incontro con i media di pochi giorni fa quali sono le strategie attraverso le quali l’azienda punta, per il 2025, a una implementazione di quelle che sono le sue già notevoli soluzioni sia per la gestione dei suoi magazzini sia per i servizi offerti al cliente.

Si intende operare in quattro direzioni.
Nell’ambito delle risorse umane, gli obbiettivi sono superare la carenza di manodopera e attrarre nuovi talenti da un lato, dall’altro preparare, formare e certificare i dipendenti esistenti per i cambiamenti determinati nel prossimo futuro dalla digitalizzazione.
Sotto l’aspetto dei processi, la standardizzazione e il miglioramento sono le vie attraverso le quali si intende implementare la crescita.
Infine, la gestione del cliente digitale sta diventando assolutamente centrale.

La digitalizzazione rappresenta l’irrinunciabile collante attraverso il quale realizzare il sopradescritto piano strategico.

Punta di diamante che già ora pone DHL all’avanguardia nei processi di automatizzazione è il campus tecnologico di Beringe, nei Paesi Bassi: 128.000 mq di spazio di magazzino, 100 banchine di carico, 200-250 camion in entrata e in uscita al giorno. Si tratta di una struttura che serve aziende tecnologiche leader a livello globale come hub di distribuzione paneuropeo; inoltre è il “cervello” che gestisce le catene di fornitura globali dei clienti DHL. Ciò che lo connota come realtà modello e capostipite per il futuro digitale della logistica è la sua varietà di strumenti specializzati innovativi, tra cui macchine di elaborazione e selezione, tecnologia di realtà aumentata, bracci robotici, trasporto robot interno.

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